consigli per freelance

Ormai lavoro da anni come freelance, con alti e bassi, pensieri, mente attiva 7 giorni su 7 e con ancora moltissimo da imparare. Eppure dopo quasi 5 anni di lavoro dapprima in ritenuta d’acconto e poi con partita iva, ho capito che sono pronta a dare i miei consigli a chi si sta approcciando per la prima volta a questo stile di vita (perché così va chiamato) o a chi è in crisi mistica e sta valutando come continuare il proprio percorso.

Queste ultime settimane sono state davvero impegnative, non di lavoro ma mentalmente.

Cercando di superare lo stress e cercando di organizzare al meglio le mie giornate, ho capito che serviva anche un’analisi di quello che stavo facendo e come lo stavo facendo.

Fondamentalmente mi sono accorta di due cose importanti. La prima è che lascio poco tempo per organizzare la mia promozione (quindi scrittura post blog e piano editoriale dei social) e secondo che mi preoccupo troppo quando mi contattano per una collaborazione e incontro il cliente. Questi due punti sono rimasti costantemente invariati in tutti questi anni e quindi mi sono detta che avrei dovuto cambiare qualcosa.

Ecco che ne sono usciti i consigli che voglio dare a, te freelance in erba o in crisi, e a me per rileggerli quando entro in stress come negli ultimi giorni.

Consigli per freelance in erba e in crisi

Consiglio numero 1: I soldi non sono un vero problema

Prima impariamo questo e prima stiamo meglio. Lo ammetto, io sono paranoica in certi periodi in fatto di soldi, ma la cosa strana è che fondamentalmente li ho sempre gestiti bene e non mi sono mai mancati. Quindi perché preoccuparsene?

Perché nella vita di un freelance con partita iva ci sono dei periodi dell’anno in cui ci sono più spese e meno entrate. Quel periodo è generalmente quello estivo, quando il commercialista ti manda il conto delle tasse da pagare e puntualmente sono più alte di quelle che ti aspettavi. Mettici pure che nel mese di agosto tendenzialmente il lavoro diminuisce (almeno a Milano) e che vorresti anche farti qualche giorno di vacanza, ed ecco che parte la paranoia. Se poi hai una casa di proprietà, giugno diventa un altro mese nero. Ma questa è un’altra storia.

Detto questo, come affrontare il problema? Per prima cosa entra nell’ottica che non sei un lavoratore dipendente quindi non avrai entrate mensili fisse. E poi lo dico sempre: “I soldi vanno e vengono” avrai mesi in cui farai i conti anche sui singoli euro e mesi in cui potrai uscire tutte le sere a cena, ma il segreto sta nell’equilibrio.

Fatti spiegare dal commercialista come funziona il calcolo delle tasse per la tua attività (se hai un regime forfettario sarà diverso a chi ha una partita iva tradizionale) in modo che tu possa già da aprile capire più o meno quanto andrai a spendere. Ricorda che a novembre avrai l’anticipo delle tasse dell’anno successivo e che ci sono anche le fatture del commercialista da pagare.

Se ti fai tutti i conti e ti segni tutte le scadenze, sarai più tranquillo e potrai considerare come e quanto spendere durante l’anno.

Consiglio numero 2: Non mostrarti bisognoso di lavoro

consigli per freelancePotrà sembrarti un consiglio inutile, eppure ti assicuro che serve.

Il motivo di questo mio consiglio è che anch’io all’inizio, quando ho aperto la partita iva, cercavo nuovi lavori e mi sono resa conto a posteriori che spesso mi sono mostrata troppo “aperta” a qualsiasi tipo di collaborazione. Con la conseguenza che sono scesa con i prezzi tanto da non guadagnarci abbastanza e con clienti che mi comandavano come se fossi una loro dipendente. Finale della storia, i contratti con queste persone non mi sono stati rinnovati. Ed erano i clienti più rognosi…

Ero molto inesperta e ho commesso degli errori che però ora non faccio più. Quindi ben venga tutto questo. Se posso evitarteli però, è meglio.

Se c’è un motivo per cui ho deciso di lavorare come freelance, è quello di non avere vincoli orari e di luoghi, oltre a potermi gestire il lavoro e a decidere io che strada seguire per arrivare agli obiettivi prefissati con il cliente. Se quest’ultimo ha tutto il “potere” nel gestire il tuo lavoro, tanto vale farsi assumere. Hai un fisso mensile e molte garanzie che un freelance si sogna.

Quindi quando vieni contattato per un preventivo o mandi la tua candidatura per un progetto, ricorda che sei tu il capo di te stesso e che sei tu a dettare le regole. Se non gli vai bene vuol dire che cercano qualcosa che non fa per te e quindi lascia stare.

Consiglio numero 3: Riconosci i progetti giusti da quelli fuffa

Riconducendomi al discorso qui sopra, anche i progetti hanno il loro peso.

Quando si incontra per la prima volta un cliente, i progetti sono tutti bellissimi. Ci saranno quelli che crederai avranno successo subito e quelli che rappresenteranno una sfida nella tua mente e vorrai lavorare con tutti.

Attenzione però perché basta qualche domanda per capire quello che vale veramente e quello che non vale neppure un minuto del nostro tempo.

Io ad esempio non accetto di collaborare con chi decide di pagarmi solo per i risultati raggiunti. Questo perché il mio tempo vale quanto quello di tutti gli altri e poi perché i risultati dell’azienda o start up non dipendono solo dal mio lavoro ma da quello di tutto lo staff e non devo prendermi carico io del rischio d’impresa (cosa che già faccio con la mia attività nel piccolo).

Comunque ormai riconosco subito quando è il caso di dire di no e quando invece vale la pena provarci. Un consiglio? Se l’istinto ti dice di lasciar perdere, lascia perdere!

Consiglio numero 4: Il tuo tempo vale molto di più di quello che tu creda

Un altro argomento ostico è la gestione del tempo. Spesso è difficile stare dietro a mail, telefonate, corsi di aggiornamento e attività da svolgere quotidianamente.

Quindi è fondamentale pianificare. C’è chi pianifica i quarti d’ora, chi invece solo i compiti da svolgere durante la giornata. Non importa cosa preferisci ma ricorda di mettere nero su bianco tutto quello che devi fare.

La priorità va data naturalmente ai progetti più grandi. Io ad esempio mi metto il lunedì tutte le cose importanti da fare, così da rendere gli altri giorni meno faticosi. Non sempre riesco a fare tutto ad inizio settimana ma almeno posso avere la mente fresca per ragionare sulle questioni che richiedono maggiore attenzione.

Tieniti sempre almeno un’ora al giorno per: rispondere al telefono o alle mail urgenti (quelle veramente urgenti!), scrivere i preventivi richiesti all’ultimo momento, risolvere problemi, svolgere attività di amministrazione della tua attività e per promuoverti sia sui canali web che in incontri offline.

Ci saranno giorni in cui quest’ora ti sarà utilissima e sarà la tua salvezza per riuscire a svolgere comunque il lavoro pianificato e giornate in cui invece non ne avrai bisogno e potrai dedicarti a concentrarti sul tuo business (cosa che ti consiglio vivamente!) oppure a rilassarti e prendere fiato.

Sempre in materia tempo ti do un altro consiglio. Per una collaborazione ho dovuto cercare dei professionisti freelance specializzati in copywriting di un settore specifico.

Mi hanno risposto in diverse persone alcune valide, altre meno. La cosa che mi ha stupito è che alcune avevano davvero un ottimo curriculum ma non erano specializzate in quello che stavo cercando e quindi la loro candidatura era inutile. Che non avessero letto bene il mio annuncio o che avessero comunque tentato la sorte, il loro tempo era stato speso male. Avevano dovuto rispondermi al messaggio, inviare una mail con una presentazione scritta bene e allegare il loro portfolio. Avranno speso almeno mezz’ora della loro giornata che avrebbero potuto utilizzare per qualcosa di più proficuo.

Questo per dire che devi sempre leggere bene quello che viene offerto e richiesto (in questo ci si impiega pochi minuti ed evitati di fare la figura dello stupido) e non serve a nulla candidarsi per un’offerta che non ricopre la tua professionalità. Usa il tempo della mail per formarti, promuoverti o lavorare ad altri progetti.

Questo mi porta al penultimo consiglio.

Consiglio numero 5: Rispondi sempre alle mail

consigli per freelanceQuante volte avresti voluto rispondere male ad un possibile cliente che dopo ore di incontri e trattative al ribasso, ti dice che ha scelto un altro professionista?

Scommetto tante.

Purtroppo in questo lavoro situazioni del genere accadono spesso ma i contatti, di qualsiasi tipo, sono importanti. Quindi piuttosto che non scrivere nulla, rispondi sempre garbatamente. In generale la mia regola è quella di rispondere a tutte le mail.

Se qualcuno ti contatta per un lavoro che non rientra nelle tue competenze, non ignorare la mail ma rispondi e magari spiega bene quello che fai e consiglia dei tuoi collaboratori o colleghi. Questa persona potrebbe non aver bisogno di te ora, ma magari in futuro, chissà!

Mi trovo spesso a dare consigli ad amici e conoscenti. Niente che richieda ore ma magari qualche minuto. Ora ti sembra una perdita di tempo, ma in futuro il tuo amico o conoscente potrebbe consigliare i tuoi servizi a qualcuno.

Tutte le persone che incontri nel tuo cammino lavorativo rappresentano un’opportunità che è stupido bruciare perché non hai prestato attenzione.

Consiglio numero 6: Fatti pagare per quello che vali

Ho cominciato parlando di soldi e finisco parlandone. Alla fine si lavora per questo e non bisogna vergognarsi.

All’inizio di questo genere di attività, sembra che tutto quello che ci viene richiesto e che tutte le opportunità, debbano essere portate a casa. Niente di più sbagliato.

Come dicevo prima spesso i clienti che vogliono spendere poco o che hanno progetti poco chiari, sono i più rognosi. Quelli che ti scrivono un messaggio sul telefono alle 9 di sera. Quelli che ti domandano come mai non ci sono risultati, quando non hanno voluto seguire la strategia e i consigli che gli avevi dato. Insomma il tempo impiegato per loro è sempre maggiore rispetto a quello che dovresti prendere in fattura.

Quindi quando ti chiedono di abbassare i costi, chiediti sempre se ne vale la pena. Domandati quanto vali, che competenze hai, quanto spendi ogni anno per tenerti aggiornato per la tua professione, quali sono stati i tuoi clienti passati. E poi decidi.

Ma non aver paura di non accettare un lavoro, i no che dici oggi saranno uno scalino in più in alto verso il tuo obiettivo finale.

Ora che ti ho dato questi sei consigli utili, è tempo di domandarti se vuoi davvero diventare freelance o continuare nella tua libera professione.

Fammi sapere com’è andata, quali sono le tue paure o qualche altro consiglio che vorresti ti fosse dato.