report social media perfetto

Saper fare un report per le attività dei social media e come saperlo leggere ed interpretarne i dati, è indispensabile sia per un social media manager, che per un “datore di lavoro”.

Quante volte infatti non si sa da che parte cominciare? ( a farlo o a leggerlo)

Ma andiamo con ordine e diciamoci la verità. Nessuno “nasce imparato” e quindi è inutile che si finga di avere conoscenze che non si hanno.

Se sei un social media manager e ti si chiede un report sull’attività svolta e sui risultati portati a casa, è inutile che cominci a tirare fuori tutti i dati possibili ed immaginabili e li importi su excel.

Sarebbe un lavoraccio, lungo e utile fino ad un certo punto. I dati servono ma non sono gli unici elementi da tenere in considerazione.

Se sei un imprenditore o un lavoratore che si deve rapportare con un social media manger, è inutile che fingi di capire tutti i numeri, i termini, le sigle che ti vengono inserite nel documento. Chiedi di avere in mano qualcosa di più chiaro per te, in modo da capire quello di cui si sta parlando e soprattutto in modo da tenere sotto controllo i dati. Dal non capirci nulla all’avere la “supercazzola con tarapia tapioco come se fosse antani”, è un attimo. Ecco quindi perché è utile saper leggere un report.

Quest’articolo servirà quindi per capire come fare e come leggere un report perfetto per i social media.

Il report per i social media perfetto

I dati e i numeri

Per prima cosa è fondamentale dire che non è necessario portare pagine e pagine di dati e considerazioni. Ogni attività ha il suo report e la lunghezza non ne determina né l’utilità, né la completezza.

Esistono numerosi tool di programmi che vengono utilizzati sia per programmare i post sui social che per estrapolarne i dati. Dai più economici ai più costosi, ce ne sono davvero moltissimi e se un social media manager decide di affidarsi ad uno di essi, deve essere consapevole che i numeri che si vedono su Facebook, ad esempio, non sono gli stessi che si vedono sul tool. Questo perché i numeri raccolti da tool esterni ricevono i dati dai social in tempi diversi e quindi non sempre corrispondono.

Questo concetto va comunicato al cliente perché se lui consulta i numeri presenti su Facebook, li troverà diversi.

I tool come ad esempio Hootsuite, Agorà Pulse, PostPickr ecc. ti permetteranno di non dover creare dei grafici con excel ma di poterli scaricare direttamente dal loro sito. Chiaramente questo non sarà possibile con la versione gratuita ma ad esempio Hootsuite nella versione più economica richiede €19,90 mensili con la gestione di 10 account social, che per partire non è male.

report social media perfetto

report social media perfetto

Ma da soli i grafici non bastano. Serve un’analisi e una spiegazione che deve assolutamente fare il social media manager. Ad esempio dovrà confrontare i dati con quelli del periodo precedente, sottolineando criticità e fattori positivi, proponendo soluzioni o continuità nel lavoro svolto.

Inutile infine inserire tutti i dati che vengono proposti da questi tool. In base agli obiettivi ci sono numeri e percentuali da inserire. Qualche esempio:

Se stiamo lavorando sulla brand awareness di un marchio, è utile prendere in considerazione la percentuale di crescita di follower, la reach organica e a pagamento, le condivisioni ed i commenti, oltre ad eventuali messaggi ricevuti e, nel caso si abbia un blog, i click sul link.

Se invece il cliente è un locale in una cittadina, i dati interessanti saranno sicuramente la crescita dei follower ma anche la composizione e le caratteristiche del pubblico (che per la maggior parte dovrebbe essere della zona di riferimento), ma anche ad esempio la richiesta di informazioni, in quanti hanno cliccato sul pulsante sulle indicazioni stradali, le recensioni e i messaggi per le prenotazioni.

Come si può notare, ogni attività ha obiettivi e numeri da considerate, differenti.

Aggiungo un consiglio per professionisti e aziende: Diffidate da chi si fa pagare a parte questo servizio. Se un professionista si deve occupare dei social media, deve proporre all’interno del contratto un report che sia almeno trimestrale e che comprenda commenti e considerazioni.

Contestualizzazione dei dati

Come si diceva prima ogni numero e grafico va commentato e allo stesso modo, contestualizzato. Se ad esempio confrontiamo i risultati di una pagina di un ristorante da dicembre a gennaio, si potrebbe avere un calo di reach, commenti e messaggi per via dell’interesse notevole che si ha avuto durante le vacanze natalizie.

Se non si spiega il contesto entro cui ogni numero viene inserito, il cliente non potrà capire e potrebbe pensare che la pagina social sta andando male quando invece si sono fatte scelte giuste, accurate e in linea con strategia e piano editoriale.

Advertising delle pagine social

Dò per scontato che la pubblicità sia un fattore costante della strategia. Se non lo è, nel report perfetto deve sempre essere sottolineato che le ADS sono un elemento fondamentale per la riuscita della strategia e la crescita dell’attività.

Ad ogni modo se si svolge come previsto un’attività di advertising, questa sezione deve avere una parte a sé e deve comprendere:

  • l’importo speso
  • come è stato suddiviso
  • se ci sono state modifiche fatte nel periodo e perché
  • quale ritorno si ha avuto dalle campagne

Qui arriveranno tutti gli acronimi possibili. KPI, ROAS, ROI, CPL… Inutili se non se e conosce il significato. Meglio usare l’italiano, comprensibile sia al social media manager (che non ci fa una brutta figura se usa parole nella sua madrelingua) sia per chi dovrà comprendere il report.

A questo punto ogni importo e dato, dovrà essere rapportato all’obiettivo che ci si era prefissati nella strategia e nel piano editoriale, in modo che si possa comprendere come e in che modo ci si sta occupando della pagina soprattutto in merito all’importo speso dal cliente in pubblicità.

Detto questo infine, le ads hanno bisogno di test. Questo va chiarito subito e vanno mostratietutte le “prove” al cliente con le relative considerazioni e in che modo si intende continuare soprattutto in base ai risultati ottenuti.

Conclusioni

Come si può notare, non servono troppe voci o pagine per un buon report. Questi sono gli elementi fondamentali che non possono assolutamente mancare.

Ovviamente un piccolo cliente necessiterà di un resoconto più piccolo e meno strutturato rispetto ad una grande azienda che vende e che investe molti soldi sia nel lavoro del social media manager che nella pubblicità. Inoltre quest’ultima avrà un esperto di marketing che potrebbe essere il referente del social media manager e che quindi avrà già una buona conoscenza rispetto a dati, risultati e parole utilizzate.

E secondo te cosa non può mancare nel report per social media perfetto? Condividi con me i tuoi pensieri e le tue idee nei commenti qui sotto.