aprire un blog

Torno a scrivere dopo mesi per parlare di blog.

Che novità! Direte voi. Eppure oggi il blog e se averlo, è un argomento che ancora fa discutere.

Questo mio articolo non vuole assolutamente essere il post della verità assoluta, ma nasce dalla riflessione fatta leggendo quanto Riccardo Scandellari ha scritto non troppo tempo fa sul suo blog: “Il blog continua a mantenere intatte le sue potenzialità” e da un’affermazione fatta da Denise D’Angelilli, influencer su Instagram con l’account Dueditanelcuore, in un’intervista su YouTube. Ad un certo punto dice che i blog non servono più. Premetto che la sua affermazione è stata presa in un contesto in cui non si stava parlando di blogging e oltretutto in un accenno. Ma per me è stato solo uno spunto di riflessione e sarei molto felice di capire, in un discorso più ampio, cosa volesse dire esattamente Denise.

Al contrario di Riccardo Scandellari, di cui non è necessaria una presentazione, per Denise D’Angelilli vorrei spendere alcune parole. Questo perché magari la si conosce solo in parte e non per forza per il suo lavoro nel mondo della comunicazione.

Denise non è di certo una persona che non sa quello di cui parla, anzi. E’ stata una blogger per anni, quando ancora non era un lavoro/moda/strumento di comunicazione diffuso. E’ stata giornalista e ha lavorato per numerose aziende importanti. Oggi oltre ad essere un’influencer, lavora nel campo del digital marketing collaborando a progetti di alto calibro .

Ed è qui che è scattata la curiosità di ragionare sul tema blogging.

Per questo sono arrivata alla conclusione che prima di aprire un blog bisogna fare un determinato tipo di ragionamento.

Ma andiamo con ordine e snoccioliamo alcuni dati che sono fondamentali per capire al meglio il tema di cui sto andando a parlare:

Seguendo i numeri forniti dal portale americano MediaKix e quello italiano PopUp Magazine, nel 2017 erano 440 milioni i blog nel mondo e le piattaforme per il blogging più utilizzate sono Tumblr, WordPress, Medium e Squarespace.aprire un blog

A dicembre 2016, 75 milioni di siti web erano sulla piattaforma WordPress. Mentre ad oggi 360 milioni di blog sono su Tumblr, con una crescita dal 2011 di 342 milioni e 500 mila utenti. Dati a livello globale, naturalmente.

Ancora oggi, numerosi influencer nascono dai blog o hanno avuto successo grazie ad essi. Come non dimenticare infatti la nostra fashion blogger Chiara Ferragni che cominciò quando ancora nessuno scommetteva molto sul blogging?

Ma allora, con questi dati in mano, perché si continua a discutere sulla morte imminente dei blog?

La risposta non è così logica ed immediata come si potrebbe immaginare.

Se leggiamo infatti quanto scritto da Scandellari, possiamo notare come negli ultimi anni la diffusione dei social media, non solo ha contribuito a dare maggiore visibilità a chi scriveva da tempo sul web, ma ha anche portato numerosi di essi a chiudere i battenti del loro portale, per trasferirsi definitivamente su queste piattaforme dove la fruizione dei contenuti è più semplice e veloce.

Perché occuparsi di scrivere, ottimizzare, fare grafica e pensare alla leggibilità oltre che alla SEO, quando hai i social che ti permettono di fare molto meno (non mi riferisco a livello creativo) per arrivare più facilmente alle persone?

Ed è così che sono nati numerosi personaggi che hanno sfruttato, e sfruttano tutt’ora, questo metodo per fare conoscere il proprio lavoro e la propria professionalità.

Quindi la domanda che a questo punto ci si pone ancora è: Ha senso aprire un blog nel 2018?

La mia risposta è: dipende. E questa risposta la do anche ai miei clienti che stanno ragionando sull’argomento per il loro sito.

La prima cosa da tener presente è che, indubbiamente, vi sono settori in cui è indispensabile avere un blog. Penso ad un professionista che deve farsi conoscere ed aumentare la sua autorevolezza e credibilità. Penso ad un’azienda che vuole migliorare e farsi conoscere maggiormente nel proprio settore. Penso anche a food blogger o healthy blogger, che potrebbero aver bisogno di uno spazio dove approfondire determinati argomenti per il loro settore.

La seconda cosa da tenere presente e davvero molto importante è: “Ti piace scrivere? Hai qualcuno che possa scrivere per te? Sei disposto ad investire del denaro per un web writer o copywriter?

Se la risposta è sì ad almeno una di queste tre domande, allora hai un secondo motivo per aprire un blog. Perché se invece scrivere non fa per voi, allora è inutile dedicare sul sito una parte per un blog che verrà aggiornato molto poco e con articoli scritti in maniera svogliata e veloce.

Se c’è una cosa che ho imparato in tanti anni di lavoro, è che i lettori capiscono se un post blog è scritto per riempire uno spazio bianco o perché c’è stato un motivo reale che ha spinto alla sua pubblicazione. Pertanto anche se v’imporrete di scrivere, non riuscirete ad avere il successo desiderato se non sarete convinti per primi voi.

Infine bisogna capire quanto tempo si ha a disposizione. Anche qui è inutile pensare di programmarsi più post in un mese se non si è in grado di farcela con l’organizzazione del resto del lavoro.

C’è da dire che curare la propria brand reputation è molto importante, quindi consiglio sempre di dedicare anche poche ore a settimana a curate la propria immagine sul web. Ma è anche vero che il blog non è necessariamente l’unica strada percorribile.

Finito di elencare se il blog fa per voi, partiamo con il capire per chi non è invece indispensabile averlo.

Fashion e beauty influencer, siti di negozi di diverso genere, travel influencer, lifestyle influencer, attività che non hanno spesso importanti aggiornamenti da pubblicare sul loro sito. Questo sono solo alcuni generi di lavori che non hanno per forza bisogno di un blog.

L’avvento dei social ha fatto sì che queste categorie potessero promuoversi attraverso questi canali con enorme successo.

Instagram, Facebook e YouTube hanno reso possibile l’ascesa di giovani con molta voglia di farsi conoscere e di dimostrare le proprie capacità senza l’impegno costante di avere uno spazio sul web da mantenere e aggiornare con articoli e post blog.

Inoltre l’introduzione di Snapchat o delle Instagram Stories ha davvero facilitato influencer (ed aspiranti tali) a creare contenuti interessanti ed autorevoli per coinvolgere la propria community.

Insomma i social hanno davvero dato una svolta ed hanno reso possibile di creare nuove figura professionali e di far uscire le doti di numerose personalità.

E’ chiaro quindi che in questo caso sarebbe inutile per queste persone aprire un blog, a meno che non lo sentano come un proprio desiderio personale.

Nonostante io ami scrivere, talvolta mi domando fino a quando avrò tempo e desiderio di continuare ad aggiornare i miei blog e mi piacerebbe tantissimo avere la spigliatezza di fare un video ma purtroppo non è una cosa per una come me che si sente più a suo agio dietro ad un monitor ed una tastiera.

Quindi ricapitolando: Serve aprire un blog nel 2018? Dipende dalla tua attività e dalla tua propensione alla scrittura. Questa è la vera risposta.